MEGA Consiglio Comunale pre-natalizio. Con nessun regalo sotto l’albero…

… Eh già, i regali che i Maniaghesi troveranno sotto l’albero lasciano alquanto a desiderare. Capirete il perché leggendo.
Ho diviso in tre parti questo mega-post relativo al mega-Consiglio Comunale pre-natalizio convocato lo scorso 27 novembre e dilazionato, a causa dei numerosissimi punti da trattare (37), nelle successive sedute dell’11 e del 18 di dicembre.
PARTE PRIMA
Linko di seguito la mia domanda scritta volta a richiedere l’autorizzazione per la videoregistrazione della seduta e la sua pubblicazione su Internet, con relativa risposta ottenuta.
Ecco il mio commento conclusivo in merito, esposto durante la stessa seduta del 27-11:
“Non posso che ribadire quanto già detto dal Cons. Quas rispetto alla lunghezza spropositata di questa seduta consiliare, con una quarantina di punti da trattare all’odg! Non riesco sinceramente a capacitarmi di come si possa arrivare a far lievitare così tanto un odg, non si capisce il perché di questa volontà di metterci tutti di fronte ad una tale mole di lavoro che poteva e doveva tranquillamente essere smaltita convocando in tempi congrui le opporune riunioni! Mi domando che razza di provocazione sia mai questa, non so se pensiate così di rendere un servizio ai Maniaghesi, volete forse risparmiare incidendo sui miseri gettoni di presenza di chi sta all’opposizione? O piuttosto cercare di evitare il più possibile il confronto diretto con le minoranze?! Questo atteggiamento è irrispettoso e molto poco serio, in quanto ostacola il confronto ma anche l’azione di controllo che, all’interno del Consiglio Comunale, l’opposizione dovrebbe essere messa nelle condizioni di poter espletare.
Detto questo, rispetto alla richiesta che avevo inoltrato per videoregistrare questa seduta, mi dispiace davvero dover constatare come la maggioranza Belgrado, dopo aver disatteso addirittura normative regionali ed europee in materia di VIA - di cui discuteremo in merito alla questione cava - si dimostri al contempo molto ligia nel rispettare una regola a dir poco assurda del vigente Regolamento comunale che, di fatto, andando contro all’articolo 21 della Costituzione, è di per sé inaccettabile nonché antidemocratica, in quanto nega al cittadino il diritto di potersi informare liberamente circa l’attività amministrativa.
La verità è che io non avrei neppure dovuto chiedervelo il permesso per video-registrare una seduta che è pubblica: trasmettono le sedute dal Parlamento, non vedo perché a Maniago non si possa fare altrettanto! A meno che non abbiate qualcosa da nascondere.
Probabilmente non vi dispiace affatto che ad essere presenti ai Consigli siano sempre in pochissimi!
In ogni caso, un tale formalismo da parte vostra proprio non si spiega. Vi ricordo infatti che, non troppo tempo fa, senza batter ciglio, avete per esempio fatto passare un Regolamento Isee privo del parere di regolarità contabile, per non parlare di quando avete indetto una seduta segreta per discutere della condotta pubblica di un pubblico amministratore, interpretando così a vostro uso e consumo quello stesso Regolamento che oggi, invece, decidete di rispettare così pedissequamente! Non mi resta che prendere atto della vostra propensione ad escluderla, la gente.
Vorrà dire che non mancherò di far notare ai cittadini maniaghesi questa intransigenza “ballerina” che avete dimostrato nell’interpretare regole e regolamenti vari, a seconda non certo della democrazia, della giustizia, della trasparenza o del buon senso ma, esclusivamente, di ciò che più vi conviene! Sono curiosa di vedere cosa vi inventerete quando vi presenterò la richiesta formale di revisione dell’articolo 14 del suddetto Regolamento.”
PARTE SECONDA
Linko il testo dell’interpellanza sul decoro, sulla pulizia e sulla manutenzione pubblica delle vie della città di Maniago.
Esposizione dell’interpellanza:
“Le lamentele a cui mi riferisco, in particolare, riguardano via Udine, via Vittorio Veneto, via Petrarca e viale della Vittoria.
Premetto inoltre che questa interpellanza risale al mese di settembre e viene discussa soltanto oggi a causa del ritardo con cui è stato convocato il Consiglio.
Questa foto che ho qui, inserita in uno dei vostri depliant lettorali, è stata scattata più di un anno fa proprio in Via Vittorio Veneto dove, fatalità, abito anch’io. Ma devo dire che attualmente l’immagine potrebbe essere tranquillamente riproposta perché la situazione è la stessa se non addirittura peggiore rispetto al passato.
Con questa interpellanza, mi riferisco alla pulizia di strade, pozzetti, marciapiedi, cassonetti delle immondizie ed aree attigue, nonché alla trascuratezza di aiuole, ciotole fiorite e anche allo sfalcio di marciapiedi e banchine.
Ma partiamo dai cassonetti delle immondizie, soprattutto quelli posizionati sotto i tigli e direttamente a contatto con il terreno, che sono letteralmente neri dallo sporco con tanto di incrostazioni. Evidentemente, sarebbe quanto meno il caso di effettuare dei controlli sugli interventi di pulizia eseguiti dalle ditte preposte o anche di inserire, nei contratti futuri, voci più puntuali che precisino meglio quantità e qualità degli interventi necessari, predisponendo eventualmente più risorse a tal fine.
Per quanto riguarda poi il disordine e la sporcizia dell’area prospiciente ai cassonetti delle immondizie, c’è da dire che in alcune giornate queste zone assumono addirittura le sembianze di mini-discariche a cielo aperto. E’ chiaro che su questo aspetto influisce anche il comportamento del singolo. Ma è altrettanto evidente che un serio porta a porta, che non può che essere spinto, risolverebbe a monte tutta la questione. Stando però alle vostre dichiarazioni, il porta a porta a Maniago sarà tutto tranne che spinto. E quindi il problema – fino a prova contraria – resterà e, in qualche modo, andrà quantomeno affrontato con un sistema educativo efficace, non escludendo un’eventuale opera sanzionatoria. A tutela, naturalmente, della salute pubblica e dell’ambiente, oltre che del decoro della città. Il fenomeno dell’abbandono di materiali ingombranti, infatti, non escluderà neppure la piazzola ecologica.
E veniamo al cimitero che, invece di essere adeguatamente valorizzato anche a fronte della bella pavimentazione che negli ultimi anni è stata realizzata, vede addirittura una sfilata di 6 cassonetti proprio al suo ingresso. Approfitto anche qui per dire che, ad esempio, a Sacile la differenziata la applicano per il verde addirittura in cimitero! (… A Maniago nemmeno fuori dal cimitero!).
Relativamente, invece, alla cura di aiuole e fioriere, non credo proprio che l’affidare a dei giardinieri competenti la manutenzione delle piante, oltre che la loro messa in dimora, manderebbe in rovina le casse comunali. La rotonda di fronte alle scuole elementari è praticamente abbandonata a se stessa. Idem per le ciotole in Piazzetta Trento.
Concludendo, anche lo sfalcio di marciapiedi e banchine lascia alquanto a desiderare per la sporadicità con cui viene effettuato. Quattro sfalci annuali, evidentemente, sono troppo pochi. E nelle vie alberate in cui non è stato ancora realizzato il lavoro di potatura, i rami che cadono un po’ dappertutto ad ogni raffica di vento, assieme all’abbondante fogliame, come al solito, intasano i tombini.”
Non ho potuto che dichiararmi insoddisfatta per come sino ad oggi le cose sono state gestite. Mi sono inoltre riservata di verificare a tempo debito gli impegni futuri presi al riguardo dall’Assessore.
Riporto, quindi, le considerazioni fatte relativamente all’assestamento di bilancio.
Intervento:
“Sono pienamente d’accordo con le osservazioni fatte dai colleghi di minoranza, manca una progettualità seria su tutti i fronti, oltre al fatto che le famiglie ne escono decisamente penalizzate, in un momento di forte crisi.
Inoltre, siccome dal primo gennaio 2009 a Maniago ci dovrebbe essere la “rivoluzione” nella raccolta dei rifiuti con il famoso porta a porta che la maggioranza Belgrado attiverà – e che però, ad oggi, è rimasto blindatissimo! – mi domando dove siano, tra le voci di bilancio, i fondi stanziati per realizzare tutta questa rivoluzione che necessariamente, per funzionare davvero, dovrebbe già comprendere un’opera di informazione preventiva per sensibilizzare la gente, nonché l’acquisto di bidoni e quant’altro per l’avvio iniziale…
Questi stanziamenti sono infatti indispensabili non solo per rendere attivo dal primo di gennaio il nuovo sistema di raccolta, ma anche per realizzare un porta a porta serio, spinto e possibilmente monomateriale, che serva inoltre a compensare l’aumento che vi sarà della tariffa di igiene ambientale (TIA). E che non era certo una boutade delle minoranze!
Infine, ricordo al Capogruppo Venier, che sostanzialmente ha ribadito l’impossibilità di manovra sulla struttura della TIA nonché l’impossibilità a compensarne l’aumento con i proventi della discarica, le fuorvianti informazioni che al riguardo avete diffuso sui giornali quando, per bocca dell’Assessore Borgatti, avete tranquillizzato a tradimento la gente… Per poi accusare addirittura i giornalisti di aver riportato male le informazioni da voi fornite!
Davvero difficile immaginare come, per una sorta di “osmosi cerebrale”, i giornalisti di due quotidiani diversi potessero dare le medesime notizie con tanto di dichiarazioni virgolettate!!! Dichiarazioni attraverso le quali – per l’appunto – la maggioranza Belgrado affermava candidamente che ci sarebbe stata solo un’armonizzazione dei costi e che, per contro, i proventi della discarica avrebbero compensato ECCOME l’eventuale aumento della TIA!”
Peccato che la stessa maggioranza abbia poi detto in Consiglio che non sarebbe stato così… (A riprova di ciò, vedere i post intitolati: “Consiglio Comunale del 30 settembre” e “Mancano progetti seri”). In quanto ai fondi da stanziare per il porta a porta, ad oggi, tra le varie voci di bilancio, ancora non sono apparsi!
PARTE TERZA

San Lorenzo. Linko il testo dell’odg relativo all’incontro con il Presidente della Giunta regionale del FVG Renzo Tondo presentato dai gruppi consiliari: Maniago ai Cittadini, Per Maniago e Italia dei Valori. Di seguito, riporto i miei interventi in merito.
Primo intervento:
“Subito dopo Ferragosto, Tondo doveva venire a Maniago. E in campagna elettorale aveva annunciato: “Faremo il possibile e l’impossibile”. Il Sindaco Belgrado, a sua volta, aveva parlato di stupro ambientale.
Ebbene: siamo quasi a Natale e Tondo, a Maniago, non lo si è visto neppure col binocolo.
Ma, a questo punto, è doveroso fare alcuni passi indietro.
Perché in tutta questa storia, i cittadini maniaghesi avrebbero potuto e dovuto essere grati all’amministrazione Belgrado, anche nel caso di un totale fallimento finale, ad una sola condizione: che ogni possibilità venisse accuratamente sondata e ogni tappa percorsa, senza che nulla rimanesse intentato. Ciò che, peraltro, io stessa avevo auspicavo quando – poco più di un anno fa – decidevo di sostenere questa maggioranza per la salvaguardia del San Lorenzo.
Ma allora non potevo certo immaginare che di errori (vuoi per inesperienza, vuoi per qualcos’altro) ne sarebbero stati commessi fin che basta. A partire dalla mancanza di una progettualità seria che, da subito, ha visto una maggioranza farsi travolgere dagli eventi. Non era infatti pensabile aspettare il giorno della vittoria elettorale per informarsi dettagliatamente sul da farsi rispetto alla revoca della variante. Quando si promette di “fare” qualsiasi cosa, nella fattispecie di rimettere mano ad una variante, si deve anche studiare per tempo “come” fare, quanto meno anticipando le mosse di chi, dall’altra parte, certamente non sarebbe stato a guardare. Altrimenti si promette con l’unico scopo di prendere in giro la gente.
Per non parlare, poi, delle posizioni via via più morbide e sostanzialmente rinunciatarie assunte nei confronti della Zillo, che si sono perfettamente sovrapposte a quelle dell’ex Sindaco Di Bernardo.
Cito, a questo proposito, un articolo del Gazzettino dello scorso 9 agosto, in cui il Consigliere Venier diceva: “… Posto che l’opzione zero non appare più percorribile perché è assodato che comporterebbe la chiusura dell’azienda con relativa perdita dei posti di lavoro, la situazione ormai si è semplificata…”.
Ma chi era a parlare in questo articolo: Venier o Di Bernardo? Dopodiché il Consigliere continuava dicendo: “… può accadere che quantità e modalità vengano significativamente riviste grazie al lavoro della Giunta Comunale e Regionale (…). In questo caso potremo dire che lo sforzo di chi ha tentato tutte le strade per opporsi al destino del San Lorenzo, apparentemente segnato, ha prodotto un risultato eclatante: il piegamento per la prima volta dei piani della cementeria e dei gruppi di potere che la sostengono”.
Ma quale risultato eclatante?! Quali sforzi?!
In pratica, già ad agosto, venivano messe le mani avanti con questo articolo maldestro volto a camuffare gli enormi errori commessi, nel tentativo NON RIUSCITO di far passare la triste soluzione della via di mezzo come una vittoria! Ma che ne è stato del coinvolgimento della gente? Dei tavoli di concertazione? Di Agenda 21? Che ne è stato di un piano per affrontare il problema di chi, in tutto questo, avrebbe rischiato il posto di lavoro? E’ stato forse fatto, e poi diffuso, attraverso un confronto con le parti interessate, uno studio puntuale nonché basato su dati inconfutabili, che dicessero una volta per tutte quanti effettivamente fossero i dipendenti a rischio e in quali reparti? Niente di tutto ciò. Eppure di potenzialità rimaste inesplorate, quanto meno per ipotizzare un riassorbimento dei lavoratori in una realtà industrializzata come la nostra, ce n’erano senz’altro! Niente. Neppure un tentativo per affrontare in modo ottimale una questione via via sempre più esasperata. Tanto che l’attuale maggioranza – da un pezzo – ha smesso di parlare di ricatto occupazionale! Perché, oggi, dietro alla questione occupazionale, a nascondersi – per assurdo – è la stessa maggioranza Belgrado! Come si evince dall’articolo citato poc’anzi.
Il fatto è che l’amministrazione di Maniago doveva rimanere nel proprio ambito di competenza, senza entrare nel merito di quelli che erano i problemi di un privato, fino al punto di farli suoi. Il dovere di questa maggioranza era di fare gli interessi della propria comunità, che si compone dei lavoratori della Zillo e degli altri 11.000 abitanti. Dopodiché, un’amministrazione locale può certamente interrogarsi su argomenti di portata generale, che vanno a toccare il discorso dello Stato sociale, del welfare, degli ammortizzatori sociali, come pure dei metodi costruttivi o delle tecniche alternative di scavo per uno sviluppo più sostenibile. Ma è altrettanto evidente che queste tematiche riguardano un ambito di discussione e di risoluzione ben più ampio di quello di un Comune! Che non può certo trasformarsi in una sorta di ufficio di collocamento alla mercé di un privato e dei suoi problemi di gestione interna! L’amministrazione di Maniago – per ciò che le competeva – doveva puntare a risolvere al meglio il problema occupazionale con l’ausilio di tutte le forze in gioco, a partire dai Sindacati. Dimostrando una volta per tutte la strumentalizzazione che ne era stata fatta.
Invece cos’è successo: dopo che nulla si è fatto, viene chiamata in causa – per assurdo dalla stessa maggioranza Belgrado – proprio la chiusura dell’azienda e la relativa perdita dei posti di lavoro. Che tristezza. Avete finito per dare ragione a Di Bernardo!
Che dire poi della manovra del ricorso al Tar messa in atto dalla maggioranza: un ricorso basato solo su quantità e modalità di estrazione, ma non certo sulle disattese normative regionali ed europee in fatto di procedure di VIA. Mi domando perché il Comune non abbia pensato di presentare un unico ricorso assieme al Comitato che, invece, per parte sua, faceva leva proprio su tali normative. Avrebbe avuto più forza! Certo, ma avrebbe anche voluto dire autoaccusarsi per non aver coinvolto la gente. Per essere stati i primi a disattenderle, queste normative!
Oltre tutto, nel ricorso, ci si è guardati bene dallo specificare che la cava è finita! Che è stata già coltivata! E che, quindi, non esiste la possibilità di ampliarla. Per continuare ad escavare bisognerebbe infatti ripartire dalla cima, ma allora si tratterebbe di fare un’altra cava. Uguale: devastazione totale.
Ma nel frattempo si sta parlando di accordo bonario tra Comune e Cementeria, con l’unico risultato che entrambi i due ricorsi potrebbero avere minor peso. Tondo, dall’alto del suo trono, darebbe il placet finale e alla maggioranza Belgrado andrebbe di lusso, perché senza nemmeno dover ritirare il proprio ricorso, una volta raggiunto l’accordo, potrebbe tranquillamente rinunciare a presentarsi davanti al Giudice.
La verità è che per vincere battaglie come queste, la partecipazione della gente con il Sindaco in testa è la condizione sine qua non. La verità è che il problema occupazionale è stato fatto pesare a mo’ di spada di Damocle e a suon di ricatti su una collettività intera e, per assurdo, sugli stessi lavoratori. La verità è che le soluzioni alternative – ad oggi neppure indagate – non dovevano certo essere trovate nella decapitazione di un monte di forte valore identitario, già sfruttato da oltre 30 anni e su cui, evidentemente, qualunque ulteriore progetto di scavo si rivelerebbe devastante.
Nonostante la legge riconosca il diritto dei cittadini di venire direttamente coinvolti nelle procedure di VIA, nella comunità di Maniago non si è assistito ad alcuna opera in tal senso. Eppure qualcuno aveva l’onere di farsene carico. Questo, naturalmente, affinché si potesse giungere ad una decisione condivisa dalle parti, garantendo l’unica vera forma di democrazia oggi possibile, ovvero quella partecipativa.
La verità è che i Maniaghesi scopriranno troppo tardi il prezzo delle innumerevoli inadempienze che si celano dietro a tutta questa storia. E rispetto alle quali non ci si potrà giustificare dicendo di aver pubblicato un generico avviso sulla bacheca comunale, né tanto meno dicendo loro che, se davvero volevano saperne di più, potevano attraversare Piazza Italia. No. Non è così che deve funzionare: soltanto quando sarà la politica ad andare verso la gente, rispettando la legge e la democrazia, la gente tornerà ad andare verso la politica. E attraverserà anche Piazza Italia, Consigliere Venier.
Fino a quel momento, storie assurde ed anche peggiori di quella del San Lorenzo, continueranno a ripetersi a iosa.
Ma cos’è poi tutta questa segretezza? Chi l’ha detto che le trattative per tutelare ambiente e posti di lavoro dovevano rimanere “top-secret”? Il Sindaco Belgrado? L’Assessore Fiorot?
Il territorio appartiene ai cittadini, voi governate a casa loro. Eppure i cittadini – in barba alla legge – non hanno nemmeno potuto esprimerlo un parere, perché non adeguatamente coinvolti.
Ma allora chi sta decidendo per loro? Il proprietario della Zillo e 4 soggetti chiusi in una stanza, che hanno abusato del proprio ruolo di rappresentanza?
A Torviscosa, nella bassa friulana, ci sono stati Sindaci che hanno saputo e voluto informare, coinvolgere, nonché guidare la gente. E la situazione, nonostante fosse ad uno stadio molto più avanzato, è stata addirittura rovesciata!
Ma c’è un curioso parallelo da fare: perché mentre la Zillo sostiene che senza il San Lorenzo chiuderebbe, nella bassa friulana si è addirittura potuto pensare di progettare, nonché di rendere attivo un cementificio seppur in totale assenza di montagne nelle vicinanze. Come facevano nella bassa, senza materiale da escavare a portata di mano?! Non credo pensassero anche loro di venire sul San Lorenzo a prelevarlo!
Per quanto mi riguarda, in più di un anno di tempo, ho visto soltanto un teatrino giocato dalle parti, ma un serio impegno per la causa – come inizialmente avevo sperato – no di certo. E ora, dopo tante promesse, la “patata bollente” viene rigorosamente sotterrata grazie ad accordi bonari e top-secret fatti a porte chiuse. Alla faccia della gente.
Che così perde anche l’ultima libertà che le spetterebbe: quella di indignarsi.”
Secondo intervento:
“Visto che il Consigliere Venier parla di fatti e atti a sostegno della sua tesi, parlerò di fatti anch’io, per svelare una buona volta quella che è stata la vostra colossale presa in giro. Che la maggioranza Belgrado ritenga di avere la coscienza a posto, sostenendo di aver fatto tutto il possibile per la causa, è ormai cosa nota. Quello che non è altrettanto noto, invece, è che per quanto concerne le procedure di Via la legge (anche in attuazione della direttiva europea 85/337 del 1985) parla molto chiaro:
Articolo 4, Legge regionale 43/1990:
1. La partecipazione dei cittadini alle procedure di VIA costituisce un requisito essenziale delle procedure medesime ed e’ finalizzata:
a) ad informare e rendere partecipi i cittadini delle iniziative e degli interventi proposti che interessino il loro territorio e le loro condizioni di vita, assicurando anche la conoscenza dei relativi progetti;
b) a far acquisire elementi di conoscenza e di valutazione in funzione della decisione finale;
c) a definire ulteriori garanzie e misure di controllo e di mitigazione.
2. L’autorita’ competente (quindi Regione, Provincia e soprattutto Comune in cui i cittadini vivono) assicura l’adeguata e tempestiva informazione e consultazione preventiva di enti, associazioni e cittadini interessati in merito all’intervento proposto, allo studio di impatto ambientale e agli atti e provvedimenti adottati nell’ambito delle procedure di VIA.
3. (non meno importante!) I costi dell’attivita’ di informazione e di consultazione svolta dagli enti locali ai sensi della presente legge sono a carico del soggetto proponente la realizzazione dell’opera fino alla concorrenza dello 0,50% del costo totale dell’opera stessa. (…)
Ma allora ai cittadini è stato semplicemente negato il diritto di partecipare alle procedure di VIA!
Scopriamo, inoltre, che i costi della mancata attività di informazione sarebbero stati a carico della Zillo, soggetto proponente. E la mancata richiesta del rimborso spese alla Zillo è la prova inequivocabile – non che ne avessimo bisogno – del fatto che non sono state poste in essere le dovute azioni di coinvolgimento e di informazione.
Quindi è in barba alla legge che tutta questa storia è potuta giungere al punto in cui è giunta. E questa procedura di VIA non è valida. Solo che, mentre fino a poco tempo fa eravamo appesi ad un filo, e cioè al giudizio finale di un Giudice, dopo gli accordi bonari e top secret tra Zillo e Comune, entrambi i ricorsi presentati al Tar potrebbero avere ancora minor peso.
Ma, prima di concludere, voglio tornare ai famosi 30 giorni che – nel mese di agosto 2007 – c’erano a disposizione per presentare le dovute osservazioni sul progetto della Zillo.
Perché è proprio in quell’occasione che, da parte dell’attuale maggioranza, è stato commesso l’errore/abuso della bacheca. (Art. 16 della solita legge 43). In pratica, la maggioranza Belgrado ha pensato, attraverso un generico avviso appeso in bacheca comunale, di poter assicurare in questo modo ai cittadini un’adeguata, tempestiva e preventiva informazione affinché – come vorrebbe la legge – una volta consultati, potessero esprimersi in merito al progetto della Zillo.
Cioè, con un generico avviso in bacheca comunale, i cittadini avrebbero ricevuto l’adeguata, tempestiva e preventiva informazione per poi dire la loro.
No, ma – badate bene – esiste una legge regionale che consentiva a qualunque cittadino di potersi esprimere con tanto di osservazioni sul progetto della Zillo e questa maggioranza, dopo essersi candida alle comunali promettendo di fare tutto quanto in suo potere per salvare il San Lorenzo, non la sfrutta!
Se non avete letto la legge, male. Perché siete in maggioranza.
Se invece l’avete letta, peggio ancora. Perché vuol dire che – pur potendo e dovendo – non l’avete applicata.
Non ho nient’altro da aggiungere.”
Terzo intervento:
“Non intendo perdere il poco tempo che mi resta per rispondere alle futili recriminazioni che il Consigliere Venier mi vorrebbero far rimbalzare addosso, perché di cose importanti da tirar fuori ne ho ancora qualcuna.
Le mie accuse nei vostri confronti sono pesanti ma, per vostra disgrazia, sono anche convalidate da fatti oggettivi ed inequivocabili, oltre che da leggi regionali ed europee. Checché ne dica il Consigliere Venier!
Lo stesso Consigliere Venier che, tra l’altro, come da sue testuali parole (e mi riferisco al sito “La lama” del 28/02/08), ha dichiarato di aver contattato gli studi Barel e Malvestio il lunedì dopo le elezioni 2007. E questo soltanto per capire – ad elezioni ormai avvenute! – che non sussistevano gli estremi per un annullamento della variante 16 in autotutela! Probabilmente è successo qualcosa di analogo anche con l’art. 4 della suddetta legge reg. 43, che sarà stata scoperta dal Consigliere Venier come minimo a fine agosto 2007 e cioè – di nuovo – troppo tardi!
Preannuncio, naturalmente, il mio voto favorevole a questo ordine del giorno di cui sono cofirmataria, ribadendo che le trattative in corso non solo vengono ingiustamente condotte a porte chiuse, ma sono l’ennesima presa in giro di questa maggioranza. Perché se anche lo sbancamento non lo vedranno i Maniaghesi, lo vedranno in ogni caso dalla pianura di Vivaro, di Arba, di Spilimbergo… Quello che voglio dire è che lo scempio ci sarà comunque. Lo si ripropone tale e quale. Verrebbe solo spostato o ruotato o nascosto agli occhi della piazza maniaghese, ma il disastro ambientale si ripeterebbe in modo drammatico esattamente come 15 anni fa.
Ed è giusto allora che la Zillo, visto che ha tutte le carte in regola per sbancare il San Lorenzo come da progetto, si assuma la responsabilità di farlo fino in fondo, esponendosi direttamente al giudizio delle popolazioni.
Ora come ora, questa sarebbe la provocazione che un’amministrazione seria dovrebbe lanciare alla Zillo! Altro che accordi bonari. Dare man forte a questo genere di trattative significa soltanto legittimare il cementificio, dargli una copertura affinché possa commettere in pace il suo scempio. Per poi dire ai Maniaghesi che si è fatto di tutto per salvarlo!
Il Comune dia pure carta bianca alla Zillo, la metta con le spalle al muro, togliendole quella legittimazione di cui ha tanto bisogno! Dubito fortemente che il Conte Zillo Monte Xillo avrebbe il coraggio di sbancare il San Lorenzo come da progetto perché, a quel punto, la gente vedrebbe con i propri occhi quale disastro si cela dietro a tutti questi accordi bonari e top-secret!
Oltretutto, e concludo, apprendiamo dal Gazzettino dell’altro giorno che il settore dell’edilizia è in crisi. Che le costruzioni frenano. Rallenta l’attività produttiva nei cementifici, serve meno materia prima, cala la domanda di cemento. Tanto che i due cementifici dell’area pedemontana – CementiZillo di Fanna e Buzzi Unicem di Travesio – sono costretti a rallentare le macchine.
Non vorrei mai che a causa di questa congiuntura sfavorevole si profilasse, negli anni futuri, l’eventualità di una chiusura vera e propria della Zillo con tanto di fuga del cementificio.
Perché, in quel caso, il San Lorenzo sarebbe stato nuovamente sacrificato e, per di più, anche inutilmente.
Credo che l’attuale amministrazione, che tanto teneva alle sorti di questo monte in campagna elettorale, dovrebbe riflettere molto seriamente anche su questa eventualità, ad oggi, per nulla scontata.”
Sarebbe stato molto interessante, per i cittadini maniaghesi, poter vedere via Internet l’acceso dibattito che c’è stato sul San Lorenzo… Ognuno avrebbe potuto farsi un’idea molto più chiara di come stiano davvero le cose, guardando con i propri occhi ed ascoltando con le properie orecchie. Ovvero con la propria capacità critica.
Ma purtroppo, usando il vigente Regolamento comunale come foglia di fico, l’attuale maggioranza si è guardata bene dal concedere così tanto ai cittadini. Diciamo che ha preferito essere ligia…
E con ciò, cari frequentatori di questo blog, non mi resta che augurare a tutti buon Natale e felice anno nuovo.
Alla prossima puntata.















