Francesca Tomasini

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Il lavoro del Consigliere comunale

Chiunque si voglia cimentare nella lettura di questo mio post, deve prima aver letto ed ascoltato molto attentamente la testimonianza di David Borrelli, pubblicata sul blog di Beppe Grillo il 7 novembre 2008 e intitolata: “il consigliere disoccupato”.

David Borrelli, Consigliere comunale a Treviso, ha sollevato un problema verissimo, che sta alla base delle tantissime disfunzioni ed incongruenze che, proprio a partire dai Comuni, caratterizzano tutto il “Sistema” politico italiano, facendo sì che – già in partenza – non funzioni, impedendo di fatto alle persone che si vogliono impegnare con passione e serietà di lavorare al meglio, per rendere davvero un servizio alla propria comunità. Un tema, quello sollevato da David, a cui non potevo restare indifferente, perché lo sto vivendo sulla mia pelle ormai da un anno e mezzo.

Sulla base di quella che è stata anche la mia esperienza, infatti, mi domando ogni giorno come un Consigliere comunale – a fronte di un misero gettone di presenza (che nel mio caso si aggira attorno ai 41 euro netti) – possa svolgere un serio lavoro di ricerca e di documentazione sulle varie problematiche di un Comune, per poi votare con coscienza senza limitarsi ad alzare ed abbassare la mano.
Lo può fare soltanto in un modo, nel sistema attualmente vigente: e cioè rimettendoci in termini di vita privata e/o di carriera lavorativa, sopportando enormi sacrifici dovuti ad un impegno continuo, gravoso e sommerso, che la gente neanche immagina.

Ma quanti possono durare così?
Solo i benestanti, oppure i pensionati: è proprio vero.

Ma non certo i giovani che devono costruirsi un futuro.

Io, quest’estate, ho preso una decisione difficilissima nonché azzardata, di cui sono perfettamente consapevole. Per non lasciare l’incarico di Consigliere comunale e mantener fede all’impegno assunto davanti ai miei elettori, mi sono trovata di fronte ad un bivio simile a quello di cui parla David Borrelli e, non certo a “cuor leggero”, ho scelto – nonostante i 41 euro – di lasciare un lavoro che mi avrebbe comportato il trasferimento in un’altra provincia.

(Ho così rivoluzionato un po’ tutta la mia vita intorno alle mie nuove esigenze e mi sono iscritta per la seconda volta all’università, per giustificare/compensare in qualche modo la scelta fatta).

Certo, ho deciso come ho deciso perché le circostanze me lo consentivano e perché ho voluto e potuto farlo. Ma questo è quanto.

In Consiglio comunale, all’opposizione, sono attualmente capogruppo di me stessa. Questo significa che mi devo documentare ed esprimere sulle questioni più svariate (dal bilancio, all’urbanistica, all’informatizzazione, ai rifiuti… e così via), nonché presenziare a tutte le commissioni.
Il mio lavoro, per oltre un anno, è consistito nello studiare le problematiche locali, nel preparare comunicati stampa, nel redarre i discorsi che devo tenere in Consiglio, nello spendere tempo, energie, soldi, benzina, nel fare telefonate “a destra e a manca” per avere il parere di una persona competente su un dato progetto, nel prendere in mano la macchina per correre un po’ dappertutto a reperire un tecnico piuttosto che un altro, nel gestirmi un blog attraverso il quale – in nome della trasparenza – ho sempre reso conto ai cittadini di tutto ciò che ho detto e fatto, nel fare a mie spese l’abbonamento ai giornali, eccetera, eccetera, eccetera.
Oltre tutto sono sola e alle primissime armi. Nel senso che, ora come ora, non posso nemmeno contare su un gruppo locale di riferimento alle spalle.

E, proprio partendo sia dalla testimonianza di David che dalla mia stessa esperienza, ho voluto – qui – sottoporre a chi legge una questione che non è certo nuova, ma su cui credo diventerà doveroso interrogarsi all’interno di tutti i Partiti.

Com’è possibile, infatti, che da certe irrisorie retribuzioni (quelle dei Consiglieri comunali che, ad esempio, nel mio caso, non sono sufficienti neppure a ripagarsi delle spese telefoniche), si possa passare in modo così vorticoso alle migliaia e migliaia di euro al mese percepite dai vari Consiglieri regionali che, in pratica, fanno (o non fanno) lo stesso nostro lavoro?

SFRUTTAMENTO e induzione all’OBBEDIENZA e all’ARRIVISMO.

Questo è il paradigma.

La volontà di cambiare le cose deve venire dall’interno del sistema: c’è bisogno di ristabilire un po’ di ordine, un po’ di criterio, un po’ di giustizia e di buon senso. Altrimenti resterà sempre tutto così com’è:

Chi tocca con mano le difficoltà di cui parlo io (e di cui parla anche David), spessissimo, arriva al punto di dover mollare. Perché non può fare diversamente. Ma anche perché, al SISTEMA, va bene così!

Il problema è molto serio e generale: il nocciolo di tante questioni sta qui. E soltanto chi ha fatto un’esperienza diretta ne può capire davvero la portata.

Oltre a percepire stipendi mensili esorbitanti, che non si giustificano in alcun modo, i nostri rappresentanti – in Parlamento come in Regione – hanno a propria disposizione segretari, portaborse, addetti stampa e maturano una pensione a dir poco invidiabile dopo pochi anni di mandato.
Oltre tutto, il Consiglio regionale (e anche provinciale), a differenza di quello comunale, non è un luogo concreto, vicino e quindi più raggiungibile dal cittadino, NO, è molto più “astratto ed intangibile” e, per questo, ancor meno controllabile sia in termini di quantità che di qualità del lavoro svolto!

Credo si dovrebbe incominciare a riflettere e discutere – e anche molto seriamente! – su tali “discrasie” all’italiana.
I Partiti – tutti – dovrebbero infatti supportare chi lavora gratis nei Comuni (mettendoci – oltre tutto – anche la faccia!) e non chi già riceve benefit di ogni tipo, indennità, nonché stipendi da capogiro. Oltre tutto, personalmente, credo che nel momento in cui ci si assume un impegno politico-istituzionale, per essere messi nella condizione di poterlo espletare come si deve, bisognerebbe anche essere messi nella condizione di poterlo concepire e svolgere come se si trattasse di una mansione lavorativa o quasi (nel corso del proprio mandato!), ovvero con la stessa serietà e dedizione che si conviene, percependo il GIUSTO COMPENSO e/o SUPPORTO in proporzione al tipo di ruolo ricoperto. (Vi garantisco che un Consigliere di opposizione in posizione autonoma lavora molto, ma molto di più di un Assessore comunale. E, questo, per fare solo un esempio).

La sproporzione, il livello smisurato di certe retribuzioni, questo è il primo vero problema: il divario che va dai ridicoli gettoni di presenza di alcuni agli, a dir poco, ingiustificati e vergognosi stipendi di altri (peraltro secondo criteri privi di qualsiasi logica e/o controllo!) è assolutamente inaccettabile. E dannoso per tutti.

Solo mettendo mano su certe assurde regole vigenti, a mio avviso, si potrà davvero incominciare a rendere un servizio al cittadino, cambiando sul serio le cose e garantendo, finalmente, un’azione politica di qualità.

Inutile nascondersi dietro finte ipocrisie: la vera questione morale parte da qui.

Quello che ho voluto semplicemente affrontare, e non certo risolvere in questo post, è un tema di fondamentale importanza, sul quale sto riflettendo e che spero diventi presto motivo di confronto tra più soggetti ed interlocutori, affinché si giunga a farlo conoscere ai più. In modo tale da consentire ai Consiglieri comunali che vogliono impegnarsi davvero, di poterlo fare serenamente (oltre che seriamente), senza dover subire tutto il peso del solito SISTEMA, che ti schiaccia in silenzio.
Per tutte queste incoerenze e disfunzioni ben note agli “addetti ai lavori”, ma non altrettanto ai cittadini, mi sto già battendo all’interno del mio stesso Partito.

4 Responses to “Il lavoro del Consigliere comunale”

  1. 1
    carlobarbiera:

    In una lunga, bella e circostanziata lettera inviata al Partito, al Coordinamento Regionale e a Roma avevi descritto molto bene i sacrifici ai quali sono sottoposti i Consiglieri comunali che vogliono fare politica nel loro Comune occupandosi seriamente dei problemi locali. E’ vero, il gettone di presenza che viene erogato al Consigliere Comunale di 41 Euro mese è ridicolo e iniquo.
    Questo soprattutto per chi, come te, fa un lavoro della stessa quantità e qualità di un Consigliere Regionale, che invece riceve benefit’ e gettoni di importo consistente e tali da potersi permettere di vivere agiatamente solo con questi e quindi dedicarsi a tempo pieno alla politica. Anche i Consiglieri Provinciali hanno un compenso e gettoni da 25 a 50 volte superiori al Tuo.
    Per questo con la mia lettera ho solidarizzato con Te, proponendo anche delle soluzioni pratiche.
    Alla mia lettera di solidarietà nei Tuoi confronti (con la quale sostenevo che spetta anche ai Consiglieri Regionali e alla loro Segreteria Regionale e al Partito supportare i Consiglieri Comunali che si impegnano gratuitamente e con passione come Te) ho ricevuto una e-mail breve ma significativa di Leoluca Orlando che auspica armonia e quindi collaborazione.
    Speriamo che il Consigliere Regionale della Tua zona e il futuro Coordinatore Provinciale che verrà eletto nel prossimo Congresso del Partito di Gennaio, capiscano che senza supporto non sarai in grado di continuare, infatti a lungo andare l’impegno solitario logora e disappasiona.
    Le persone che hanno preso con serietà il ruolo di Consigliere Comunale, che partecipano ai problemi locali, studiando, informandosi, andando in mezzo alla gente, rinunciando anche a un lavoro normale per avere il tempo di fare politica e impegnarsi a favore della comunità, hanno diritto quanto meno a un supporto tecnico.
    In realtà ci vorrebbe un parametro meritocratico-economico, laddove si possa distinguere tra i Consiglieri che fanno mero atto di presenza nel Consiglio e quelli che lavorano a tempo pieno sulle problematiche del Comune, perchè questo va a vantaggio ed è a beneficio di tutta la Comunità.
    Una Idea! che ne dici se Tu e qualche altro esponente del Partito impegnato in un ruolo elettivo Comunale o periferico, come per esempio un Sindaco di un piccolo Comune, organizzaste un incontro o un seminario con i giovani iscritti per informarli su cosa è un impegno politico serio ?
    E perchè no! trovare chi, entusiasticamente giovane, può dare una mano ?
    Con affetto Carlo Barbiera

  2. 2
    Francesca Tomasini:

    Caro Carlo,

    non posso che ringraziarTi di cuore per la Tua solidarietà, per la Tua onestà intellettuale e anche per la La Tua capacità di avere sempre una visione ampia delle cose.
    Direi che la Tua idea è ottima. Queste, infatti, sono tematiche che bisognerebbe far conoscere meglio alla gente ma, come dici Tu, soprattutto a quei giovani che desiderano cimentarsi con un tale impegno.

    Ne riparliamo senz’altro.

    A prestissimo. E grazie ancora.

    Francesca

  3. 3
    Carlo Monai:

    Cara Francesca,
    il ruolo di Consigliere comunale è, come lo stai ben svolgendo tu, gravoso e un po’ demotivante soprattutto a seguito dell’elezione diretta del sindaco e del minor ruolo affidato al Consiglio comunale. Soprattutto alla minoranza gli spazi di manovra sono effettivamente pochi.
    Si tratta di una attività politica che si alimenta dalla passione e da un senso di “missione”, gratificata più dalla stima e dalla considerazione che si può maturare tra i concittadini, ove siano ben informati delle tue attività, che non dai 41 euro per seduta…
    In tempi di contenimento dei costi della politica, peraltro, penso che sia inappropriato pensare di aumentare in misura considerevole i compensi ai consiglieri comunali, piuttosto si dovrebbe pensare ad accorpare i piccoli comuni e a ridurre le indennità e il numero delle altre cariche pubbliche ben remunerate (a iniziare dal bicameralismo perfetto o dal cumulo delle indennità: significativo che il nostro recente emendamento alla finanziaria 2009 teso ad evitare il cumulo dei compensi dei membri del governo che siano scelti tra i deputati sia stato bocciato da un voto bipartisan!).
    Il tuo problema di non sentirti sola è, invece, un problema di cui mi sono fatto subito carico, convocando proprio per tua tutela la riunione dei nostri eletti in Regione per rendere servizievoli gli uffici del Gruppo IDV-Cittadini, a cui non hai potuto partecipare.
    Fai comunque tesoro di tali risorse organizzative, e considerami a Tua disposizione.
    Tieni duro e Ti prego di impegnarti, come sai fare Tu, in queste ultime tre settimane, per la raccolta delle firme contro il lodo Alfano, che per il partito e per i cittadini si sta dimostrando un cavallo di battaglia e che vorremmo veder crescere anche nella tua bellissima Maniago!
    Ciao
    Carlo Monai

  4. 4
    Francesca Tomasini:

    Delle parole imbonitrici la politica si è riempita le tasche, Onorevole.
    Ormai ci vogliono i fatti.

    Francesca Tomasini (ex Consigliere comunale IdV)

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