Inceneritori? No, grazie.

Pubblico un interessante articolo uscito sul Gazzettino dello scorso 24 ottobre.
Sindaci e amministratori scrivono all’assessore regionale Lenna.
L’obiettivo è arrivare a riciclare tutto. Rifiuti, un «altolà» all’inceneritore
Il Coordinamento: «Nel progetto provinciale non serve e rallenta i miglioramenti»
L’inceneritore? Non serve. Gli impianti come quello di Aviano? Superati. Il futuro? La raccolta differenziata spinta e il riciclaggio totale. Sono queste le linee di indirizzo che il Coordinamento provinciale “Gestione strategie rifiuti” invierà all’assessore regionale all’Ambiente, Vanni Lenna, che ha chiesto il contributo di tutte le Associazioni in vista della predisposizione del nuovo piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti urbani. Il Coordinamento è nato ad Aviano, ma piano piano si è esteso ed ora vi fanno parte cittadini sensibili al problema, ma anche amministratori e consiglieri provenienti da diversi Comuni. Un movimento politicamente trasversale che si pone come obiettivo quello di riuscire a essere determinante su una questione che ogni giorno diventa sempre più complessa e costosa. Anche in provincia.
Michele De Cesco, uno dei responsabili del Coordinamento ieri ha illustrato lafilosofia che sta alla base. «In sintesi le principali linee di indirizzo che proporremo sono due: miglioramento continuo della raccolta differenziata spinta con il metodo porta a porta a tariffa puntuale e realizzazione di appositi impianti (il modello è quello di Vedelago ndr.) per la lavorazione della frazione secca residua dei rifiuti puntando al riciclaggio totale». L’obiettivo finale è quello di arrivare alla soluzione “rifiuti zero”. Un’utopia secondo molti esperti. «Direi proprio di no – attacca De Cesco – visto che i presupposti per arrivarci sono reali e fattibili. In ogni caso in questa fase di transizione il riciclaggio totale dei rifiuti è possibile riutilizzando tutti i materiali che li compongono. Questa è l’unica strada sostenibile nel governo dei rifiuti urbani e ovviamente parte dalle buone raccolte differenziate».In pratica la termovalorizzazione e nello specifico l’impianto previsto ad Aviano dalla società Naonis Energie non servirebbe più? «La termovalorizzazione – va avanti De Cesco – è di fatto incompatibile con la raccolta differenziata perché gli scarti o si riciclano o si bruciano e va invece contro questo processo di miglioramento continuo. Oltre ad investire in una sempre migliore raccolta differenziata, istituendo nuove voci e sostituendo progressivamente i materiali non recuperabili con quelli riciclabili, è però necessario aggiornare gli impianti con l’inserimento e il potenziamento di cicli di recupero dei materiali riciclabili in luogo della produzione di combustibile da rifiuto. Dalla frazione secca residua – spiega ancora – che deve essere lavorata a monte con azioni di miglioramento è oggi già possibile, attraverso processi di selezione successiva produrre un granulato a matrice prevalentemente plastica utilizzato per la fabbricazione di diversi manufatti industriali e per l’impiego in edilizia quale aggregante con grossi profitti economici e vantaggi ambientali». Loris Del Frate















