Consiglio Comunale del 30 settembre
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Ciao a tutti!
Nel C.C. del 30-09-08, attraverso un’interpellanza presentata dal Cons. Carrozzi (trasformata in mozione durante la stessa seduta), si è affrontato il discorso sul rincaro della TIA (Tassa Igiene Ambientale), dopodiché si è parlato di assestamento al bilancio di previsione 2008/2010, programma triennale dei lavori pubblici 2008/2010, verifica degli equilibri di bilancio e ricognizione dello stato di attuazione dei programmi 2008.
Vi riporto i miei interventi.
Interpellanza sulla TIA (trasformata in Mozione)
“L’Assessore Borgatti – nell’intervento fatto prima che l’interpellanza venisse trasformata in mozione – ha riferito che per quanto riguarda gli aumenti dei costi di smaltimento e, quindi, anche della TIA, la situazione è ancora in itinere.
L’Assessore Milanese, poi, ha spiegato che il Comune di Maniago non potrà influire in alcun modo su tali aumenti, mitigandoli anche grazie ai proventi che ci derivano dall’ospitare una discarica in casa nostra, essendo l’appalto con la Friul Julia (che, a sua volta, gestisce il sito della Cossana) gestito dalla Comunità Montana e non direttamente dal Comune di Maniago.
Ebbene, di fronte a queste due affermazioni, non posso che dichiararmi estremamente stupita. In quanto sui giornali, recentemente, erano state date informazioni opposte. I cittadini, infatti, venivano assolutamente rassicurati al riguardo. Veniva loro detto, per bocca vostra, che non ci sarebbe stato alcun aumento, ma soltanto una armonizzazione dei costi. Tanto che gli stessi cittadini se ne sarebbero accorti dalla bolletta. Inoltre, il paventato aumento dei costi veniva definito come una sorta di boutade, proprio a fronte di ben due aspetti compensativi che ci sarebbero stati: il porta a porta e, guarda caso, proprio i proventi della discarica.
(Per capire meglio la contraddizione vedi articolo del Gazzettino e articolo del Messaggero).
E dato che sui giornali avete chiamato in causa anche il porta a porta che, come promesso, attiverete dal 1° gennaio del 2009, voglio intervenire in proposito, avendo già presentato un’interpellanza al riguardo. Questo, a fronte del fatto che il sistema del porta a porta, nell’affrontare tutta la questione-rifiuti, dal problema dei costi a quello della salute pubblica, è decisamente cruciale in quanto in sé finalizzato a ridurre, se non ad azzerare, il conferimento dei rifiuti in discarica e, conseguentemente, i relativi costi.
Sempre stando a quanto riportato sui giornali, però, quello che voi vorreste attuare non è un porta a porta spinto, ma una modalità intermedia che, oltre tutto, richiederà al cittadino qualche sacrificio logistico.
E qui c’è una contraddizione già in partenza: perché il porta a porta, come è risaputo, o si fa per fare, oppure è meglio lasciar perdere. Infatti, se questo sistema di raccolta non viene opportunamente applicato, anziché comportare dei risparmi effettivi per il cittadino, rischia di comportare soltanto dei costi aggiuntivi.
Tra parentesi, il porta a porta è davvero efficace soltanto se il soggetto deputato alla raccolta garantisce che i rifiuti differenziati vengano poi conferiti ad effettivi centri di recupero e non – come purtroppo spesso accade – ad impianti di smaltimento.
Ed è anche per questo motivo che, in alcuni casi, anziché garantire un abbattimento dei costi, il porta a porta applicato in modo improprio, come dicevo, ne determina – per assurdo – un aumento.
Quando, invece, le maggiori spese dovute al porta a porta, essendo questo un sistema di raccolta ed asporto in sé più complesso (che implica anche il pretrattamento dei rifiuti differenziati), si giustificano proprio con le entrate derivanti dalla vendita dei prodotti recuperati, nonché con i minori costi di smaltimento dovuti alla riduzione dei rifiuti da conferire in discarica.
A tutto questo aggiungo che, al fine di raggiungere livelli di riciclaggio molto elevati, per non dire elevatissimi, è indispensabile collegare la tariffa a carico del cittadino all’effettiva quantità di rifiuto indifferenziato da questi prodotta.
E gli esempi di comuni all’avanguardia su questo fronte sono tanti. Io ho avuto modo di analizzare lo studio effettuato per il Comune di Tavagnacco che, addirittura, ha messo a punto un sistema di tracciabilità dei rifiuti raccolti fino al riutilizzatore finale, mediante l’utilizzo di economici microchip (chiamati RFID) applicati agli stessi bidoncini, nonché mediante bilance elettroniche che, direttamente dagli automezzi adibiti al servizio di asporto, trasmettono il peso dei rifiuti differenziati da ogni singolo nucleo abitativo a delle centraline elettroniche (sempre posizionate sugli automezzi) che, a loro volta, trasmettono i dati via sms a sistemi di gestione automatizzata delle informazioni.
Questa modalità permette davvero al singolo cittadino, anche via web, di sapere che fine ha fatto il proprio rifiuto differenziato nonché di conoscere il reale risparmio che c’è stato nell’esercitare questo tipo di differenziazione rispetto all’ormai superato smaltimento del sistema indifferenziato. Sto parlando di cassonetti in grado di pesare il quantitativo esatto del rifiuto, identificando al contempo il cittadino che lo origina.
Ho voluto fare questo esempio di porta a porta particolarmente efficace e all’avanguardia, che certamente determina un forte contenimento dei costi, per arrivare a dire che soltanto attraverso soluzioni mirate e preventivamente progettate si potrà garantire davvero un risparmio al cittadino virtuoso, commisurando esattamente la parte variabile della TIA a suo carico.
Detto questo, è chiaro che se voi pensate addirittura di limitare i cassonetti fuori porta, snaturate completamente quelle che sono le ragioni per cui questo tipo di raccolta viene realizzata e si giustifica.
Naturalmente, poi, per poter parlare di porta a porta, è indispensabile effettuare – come avevo già fatto notare a suo tempo – uno studio preventivo ad hoc, in riferimento al contesto territoriale specifico. Che non va certo affidato alla Snua, Assessore Borgatti. Per un evidente conflitto di interessi.
Quindi, mi dispiace dirlo, ma resto fortemente scettica sul sistema di raccolta porta a porta che questa maggioranza ha in mente di attuare a partire dal 1° di gennaio del 2009, nonché sugli effettivi vantaggi e sui risparmi che ne dovrebbero ricavare i cittadini.
E, comunque, anche di questi prevedibili rincari della TIA si voleva parlare nel tavolo di concertazione da voi snobbato. Aldilà del fatto che, sullo stesso porta a porta, sarebbe il caso di far sapere nei dettagli che intenzioni avete. Oltretutto, oggi, si dovrebbe parlare di progettazione compartecipata, coinvolgendo la popolazione nelle scelte, nonché nella sperimentazione della raccolta stessa. Questo lo dico a fronte di accordi internazionali che hanno sempre a che fare con la famosa Agenda 21…”
In dichiarazione di voto ho inoltre precisato che, nel caso in cui la maggioranza avesse ritenuto interessante un eventuale confronto circa lo studio da me proposto, uno degli ingegneri artefici del progetto stesso sarebbe stato disponibile a venire a Maniago, per fornire qualsiasi informazione/precisazione in merito.
Ricognizione dello stato di attuazione dei programmi 2008
“A costo di risultare ridondante, non rinuncio a fare anch’io il mio punto della situazione con un excursus per ribadire, ancora una volta, la mia posizione al riguardo.
Introduzione dell’addizionale Irpef, aumenti dei servizi a domanda individuale ed altre scelte alquanto discutibili – checché ne dica la maggioranza – come il famoso no alla piscina esterna. E poi il notevole avanzo di bilancio.
Conseguentemente, è arrivato anche il momento del Regolamento Isee.
Le minoranze, pur riconoscendo la validità dello strumento in quanto tale, non approvano le fasce di applicazione ed i limiti stabiliti dalla maggioranza in quanto troppo bassi; auspicando oltre tutto un’applicazione dell’I.S.E.E, come pure di altri interventi correttivi, non solo su nido, mensa e trasporto scolastico, ma anche sugli altri servizi sociali. Oltretutto, non erano state previste fasce di esenzione né per il nido, né per la ristorazione scolastica, né per il trasporto.
Per agevolare le famiglie ed i pensionati le minoranze richiedono quindi un tavolo di lavoro ad hoc, neppure preso in considerazione dalla maggioranza che, però, anche a fronte di lamentele da parte di genitori del nido, decide di modificare il Regolamento Isee in corso d’opera, con una variazione che nuovamente non viene approvata dalle minoranze, perché nuovamente inadeguata a compensare gli aumenti introdotti dalla maggioranza e, oltre tutto, relativa soltanto alle rette del nido. Peraltro, tale variazione viene approvata senza che vi sia il necessario parere contabile.
Non si è poi più saputo niente della commissione congiunta servizi sociali e Regolamento, che era stata accordata durante l’ultimo Consiglio comunale, ma che, puntualmente, non è stata convocata.
Che dire, a questo punto, dei 40.000 euro destinati ai due bandi, che io definisco “tampone”, per le famiglie monogenitoriali e per i ragazzi che praticano sport…
Il fatto è che chi ha veramente difficoltà ad arrivare alla fine del mese – purtroppo – come priorità non ha certamente quella di mandare i figli in palestra. Per questo, a mio avviso, sarebbero state maggiormente auspicabili azioni sul reddito che lasciassero al nucleo familiare interessato la massima libertà di fare le proprie scelte. In ogni caso, i 40.000 euro per i due bandi sono una cifra esigua, che non potrà garantire a tutti le agevolazioni promesse. Come voi stessi affermate sui giornali, contando di poter dare un supporto soltanto, ben che vada, al 70 per cento delle famiglie monogenitoriali interessate.
Senza contare che tutte le famiglie in difficoltà, non solo quelle monogenitoriali, meriterebbero una maggior attenzione da parte vostra, nonché degli aiuti reali mediante iniziative di più ampio respiro, che effettivamente siano finalizzate ad incidere sulla qualità della loro vita – migliorandola – più che a mettere in atto operazioni di immagine.
Per quanto riguarda, invece, la Maniago-card, devo dire che, lì per lì, mi era anche parsa una buona idea, poi però, riflettendoci sopra, non ho capito bene la necessità di una card per identificare gli over 65 o gli under 29. Infatti, come peraltro qualcuno ha giustamente fatto notare su un forum maniaghese, a tal fine sarebbe sufficiente esibire la carta d’identità al momento dell’acquisto.
Francamente ho la sensazione che anche questa, come quella dei bandi, sia un’altra operazione di immagine che si rivolge peraltro ad un pubblico limitato. Visto, oltre tutto, l’esiguo numero di esercizi che vi hanno aderito e gli sconti offerti.
E’ curioso poi notare come, pur essendovi dei componenti di maggioranza con tanto di esercizi pubblici tra i promotori dell’iniziativa, nessuno di questi vi abbia aderito. E non credo sia per un “conflitto di interessi”, in questo caso.
Dulcis in fundo, ma non per questo meno importante, non vedo nessuno stanziamento di fondi per il progetto del porta porta né, tanto meno, per uno studio preventivo. Eppure, stando alle vostre dichiarazioni, il porta a porta sarà attivato a breve. E cioè a partire dal 1° gennaio del 2009. Il problema, però, è come.”















