SAN LORENZO: Atto finale.
Apprendo, dalla lettura di recenti articoli di giornale, che il Sindaco Belgrado e la sua maggioranza – alla fine – hanno raggiunto il famoso accordo compromissorio con la Zillo. Accordo sul quale, da sempre, avevo espresso tutta la mia contrarietà.
Purtroppo, ormai, “alea iacta est”… non fosse per la flebile speranza che, ancora, dipende dal ricorso al Tar presentato dal Comitato cittadino in difesa del San Lorenzo e che, fondamentalmente, fa leva su una precisa norma (articolo 4, legge regionale 43/1990) rigorosamente disattesa da questa maggioranza, durante la fase di procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.
In pratica, ai cittadini maniaghesi, o per incapacità o per qualcos’altro, è stato semplicemente negato il diritto di venire debitamente coinvolti ed informati dei fatti e, quindi, di poter partecipare alle procedure di VIA.
(Agenda 21 non c’è mai stata).
Certo, le primissime responsabilità partono da lontano.
Ovvero da quando l’allora Sindaco Di Bernardo (assieme a tutti i membri della sua maggioranza, tranne Nilla Patrizio, la quale ha avuto il coraggio di uscire dall’ex amministrazione proprio per questo motivo) decideva, con largo anticipo e senza nemmeno consultare i diretti interessati, cioè i Maniaghesi, di aggravare definitivamente uno scempio già consumato per oltre 30 anni.
Al di là dell’epilogo di tutta questa vicenda, quello che amareggia di più è che nemmeno l’alternarsi di uno schieramento diametralmente opposto all’altro ha garantito alla gente la possibilità di rimediare ai danni del passato, attraverso quell’indispensabile cambiamento nei rapporti tra politica e cittadinanza. Infatti, anche nell’era Belgrado, si è continuato a decidere a porte chiuse.
E i cittadini sono stati immancabilmente “lasciati fuori”, venendo informati solo mediante comunicati stampa, a cose puntualmente già avvenute.
Mentre, invece, i cittadini dovevano essere messi di fronte a realtà oggettive e a dati di fatto, attraverso confronti pubblici che consentissero loro di aderire, attivamente e consapevolmente, a tutte quelle iniziative che, nonostante le garanzie fornite in (più di una) campagna elettorale, non sono MAI state nemmeno proposte.
Senza la gente, e senza una vera opera di informazione, certe battaglie non si possono vincere.
Purtroppo, il “metodo dell’esclusione” è stato adottato tanto dalla sinistra (prima), quanto dalla destra (poi).
Ma di fronte ai dati di fatto di oggi e alle mancate promesse di ieri, le parole e le giustificazioni del giorno dopo non bastano più.
Con la decapitazione del Monte San Lorenzo, grazie all’azione sconsiderata degli uni prima e degli altri poi, ad essere decapitati sono stati anche i diritti dei Maniaghesi che, in realtà, proprio in virtù della disattesa legge sopra citata, erano anche gli unici a poter decidere del destino della terra in cui vivono.
















