Francesca Tomasini

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CHIAIANO

A proposito di rifiuti… Riporto il discorso pubblico fatto, qualche giorno fa, da Padre Zanottellli, sperando sia motivo di riflessione su cosa – al giorno d’oggi – significhi effettivamente il diritto alla vita ed alla salute.

“Buona sera, allora prima di tutto davvero un grazie perché questa sera avete sfatato tutto quello che i giornali hanno detto, Il Mattino, siete qui in tanti. Grazie perché Chiaiano, Marano, hanno riempito questa piazza siete in tantissimi. Davvero il battimani va a voi e congratulazioni. Ma congratulazioni per favore perché veramente da dieci mesi con costanza incredibile avete resistito qui.

Quindi davvero c’è qui uno zoccolo duro che ha portato avanti per dieci mesi, quasi un anno ormai, questa resistenza. Guardate che la speranza per la democrazia in questo paese, nasce da esperienze come la vostra. Non illudiamoci il resto non è democrazia, è pura formalità.

La vera democrazia è da qui che parte. Permettetemi dato che abbiamo qaualche minuto, già che siamo in tanti, di aiutarci tutti a capire perhé siamo qui questa sera. Alcune informazioni semplici ma importanti in questo momento informativo, così che quando ritornae a casa sapete perché siamo venuti qui.

Per prima cosa io sono un prete missionario, la mia gente fra l’altro, l’ultimo giorno in cui sono stato a Corococcio, mi ha imposto le mani solennemente, hanno invocato lo Spirito Santo, e hanno detto che vada a convertire la mia tribù bianca. E sono tornato in Italia a convertire la mia tribù bianca, e mi sono trovato al posto giusto a convertire questa tribù bianca.

Guardate che è fondamentale: non è possibile continuare anche per noi missionari a camminare con i poveri se non ritorniamo in patria a denunciare quei sistemi economico finanziari che poi producono morte qui da voi e morte nel Sud del mondo.

E’ in questo senso che sono quicome prete e come missionario perché per me il vostro problema è etico, morale. Se come chiesa insistiamo così tanto sulla vita, non è concepibile che come chiesa non ci siamo su un problema così grosso come quest. Per cui ecco perché ci tengo ad esserci e ci sono davvero in nome di quel Dio in cui credo che ha impiegato quattro miliardi e seicento milioni di anni per regalarci questo bellissimo pianeta.

E’ il Vangelo di Giovanni che ci dice che ci ha mandato Gesù perché abbiamo vita e l’abbiamo in abbondanza. Ma mica solo in paradiso! Dio la vuole da questa terra, non vuole una valle di lacrime. Vuole un piccolo paradiso che viviamo tutti e viviamo bene a questo mondo. Ecco perché per me è un impego. Da qui, allora, capirete il perché capirete quello che vi sto dicendo.

Prima di tutto questa sera per favore, io vi vorrei pregare visto che siete così tanti, ve lo dico quasi con le lacrime agli occhi, guardate che mentre voi siete in tanti ci sono altrettante persone in questa regione che stanno piangendo da sole. Vorrei ricordarle in questo momento le comunità di resistenza di Savignano e di Sant’Arcangelo a tre monti. Sono in pasticci, veramente, alcuni sono già stati in tribunale eccetera, e siccome sono lontani dobbiamo solidarizzare e il movimento davvero diventa unico.

Noi siamo qui per favore, non soltanto su Chiaiano ma siamo contro un decreto che io chiamo criminale: il decreto novanta. Perché è criminale? Uso con coscienza questa parola. Perché il governo Berlusconi ha imposto alla Campania dodici discariche e quattro inceneritori. Se i quattro inceneritori entreranno mai in funzione, ricordatevi che noi campani dovremo importare rifiuti da fuori regione per farli funzionare. Questo ci è imposto con la forza dell’Esercito ecco la gravità di questa legge. Capite allora che razza di situazione stiamo vivendo. Ecco il crimen. E’ criminale imporre tutto ciò. Perché? Perché i governi di oggi non sono più i governi che decidono. Sono i potentati economico finanziari che decidono e i governi devono obbedire. Ecco il cuore essenziale del problema, ed ecco perché giudico questo decreto criminale.

Non solo. Guardate che Bertolaso ha ricevuto poteri incredibili, poteri di decidere in barba alle leggi italiane, in barba alle leggi europee, in barba ai decreti della magistratura. Noi in questo paese siamo cittadini di seconda categoria e quello che ci salta è il diritto fondamentale nostro alla salute. Lo Stato è lì per garantire il diritto alla salute, un’area che è distrutta con decisioni del genere. Ma come mettere a Chiaiano una discarica, è come mettere una discarica a Villa Giulia o a Villa Borghese a Roma. Ve lo immaginate? E’ la stessa identica cosa. Davanti al polo ospedaliero che avete. Allora, capite molto bene dove sto parando. Cos’è che è avvenuto?

E’ avvenuto veramente, che ci è stato imposto qualcosa che ci sta portando alla morte. Io quando vado in giro per l’Italia dico a tutti: “In Campania stiamo morendo.” Noi siamo qui questa sera a lottare prima che tutto per salvaguardare un diritto fondamentale, che è il diritto alla salute. E se lo vogliamo dobbiamo sbarazzarci del decreto novanta perché quello è il decreto con cui ci combinano queste cose. E allora capite perché stiamo lottando per noi e per i figli, ricordatevi prima di tutto, che il problema della Campania nasce con i rifiuti tossici.

E’ da vent’anni. Sapete cosa vuol dire vent’anni? Questa regione è lo sversatoio nazionale dei rifiuti tossici e voi sapete molto bene l’accordo fra l’industria del centro Nord e la camorra, che è stata usata per seppellire i rifiuti tossici del Nord qui in Campania.

Quando i vostri bimbi in questa regione nascono, sono bombardati prima di tutto da queste nanoparticelle, le malattie le vedete dopo. Il primo bombardamento non è su di noi, ma è sui neonati che non hanno gli anticorpi per resistere e quello che sta venendo fuori è un disastro.

L’altra sera abbiamo fatto il congresso mondiale sui rifiuti zero, c’era Ernesto Burgio, un medico di Palermo che ha fatto una descrizione devastante. Lui ha riportato quello che, ricordate questa fotografia dell’Espresso? S.O.S. bambini. In Italia abbiamo un aumento di tumori infantili del due per cento. Capite che razza di situazione stiamo vivendo? Noi stiamo lottando davvero per la vita. Ecco perché dobbiamo dire assolutamente no al decreto novanta di Berlusconi che deve andare fuori dai piedi.

Noi dobbiamo ritornare davvero a ridiventare cittadini per favore. Per fare questo siamo in tanti qui questa sera. Dobbiamo cominciare a capire che dobbiamo metterci insieme. Se ognuno va per i cavoli propri ognuno lotta nel suo piccolo buco. Guardate che così non vinceremo nulla in questa regione. Dobbiamo avere il coraggio di metterci insieme al di là delle ideologie, al di là di fedi. Chi crede deve dimostrare la propria fede dimostrando di impegnarsi qui in questo contesto. Chi non crede altrettanto. Mettiamoci insieme: gruppi, gruppuscoli, Chiaiano con Savignano, Sant’Arcangelo con Loutero. Dobbiamo metterci insieme tutti e formare un’unica realtà non solo sui rifiuti ma anche sull’acqua! Tra poco non potrete più berla l’acqua perché se la privatizzano come l’ha privatizzata Berlusconi lo scorso sei agosto, non avrete più nemmeno i soldi per comprarla.

Quindi è una lotta per i beni comuni: aria, acqua, terra energia, guardate che la democrazia non c’è più. Dobbiamo recuperarla partendo dai beni comuni, lottando davvero per questi beni essenziali. Per cui la vostra lotta, per favore, non voglio e vi chiedo, vi supplico, non mollate! Trovate tutte le strade. Grazie a tutti voi.”

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