Francesca Tomasini

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DOCUMENTAZIONE – Allegato 02: Discorso fatto davanti agli onorevoli Rota e Monai (settembre 2008)

Dopo un periodo di silenzio, dovuto a problematiche e difficoltà riscontrate a seguito della mia decisione di raccontare l’esperienza vissuta in IDV, riprendo a pubblicare la mia documentazione.

Riporto il testo del discorso fatto pubblicamente dalla sottoscritta in occasione di un’Assemblea regionale di Partito, tenutasi in data 06-09-08 a Palmanova (UD), in presenza degli onorevoli Rota e Monai, del Coordinatore regionale Bassi, dei Consiglieri regionali di Pordenone e di Udine, rispettivamente Corazza ed Agnola.

Mi chiamo Francesca Tomasini e un anno fa mi sono iscritta
a Italia dei Valori perché mi riconoscevo nei principi di
questo Partito e perché mi piaceva l'idea di poter contribuire
ad un cambiamento in meglio della società.
Dall'anno scorso sono anche Consigliere comunale di Maniago,
un paese che conta circa 11.000 abitanti.
E oggi vorrei parlarvi di quella che è stata la mia esperienza,
per poter arrivare a fare delle considerazioni generali che credo
interessino tutto il Partito.
Io, più precisamente, sono un Consigliere di opposizione ma,
all'interno della mia coalizione, sono autonoma.
Questa scelta obbligata dell'autonomia l'ho dovuta fare per
prendere le distanze da posizioni fortemente impopolari che,
a Maniago, il centro-sinistra aveva assunto.
All'atto pratico, però, questo significa che sono capogruppo
di me stessa e, in quanto tale, devo presenziare a tutte le
commissioni ed espormi sulle questioni più svariate:
dal bilancio, all'urbanistica, all'informatizzazione,
ai rifiuti... E così via.
Il mio lavoro, per oltre un anno, è consistito nello studiare
le varie problematiche locali, nel preparare comunicati stampa,
nel redarre i discorsi che dovevo tenere in pubblico, nel
correre un po' dappertutto a reperire i tecnici di cui avevo
bisogno, nel gestire un blog attraverso il quale - in nome
della trasparenza – ho sempre reso conto ai cittadini di tutto
ciò che ho detto e fatto.
Fino ad oggi, ad eccezione dell'aiuto sporadico che ho avuto
da alcuni tesserati in possesso di competenze specifiche,
questo peso enorme (pur essendo io alle primissime armi)
l'ho portato avanti da sola, senza avere il benché minimo
sostegno del Partito.
E mi riferisco non al Partito in generale, ma alla provincia
di Pordenone a cui, evidentemente, io facevo e faccio riferimento.

Oggi, che di questo Partito ho capito molte cose, mi rendo
perfettamente conto che il mio essere completamente abbandonata
a me stessa, in quel di Pordenone, è stato il frutto della
totale mancanza di un coordinamento provinciale alle spalle che,
anziché fungere da organo preposto ad introdurre i nuovi “addetti ai lavori”
- in particolare quelli con un ruolo all'interno delle istituzioni! -
sostenendoli ed indirizzandoli ma, prima di tutto, facendo loro conoscere
le regole, i ruoli e la struttura di quello che dovrebbe essere un Partito,
ha fatto gli interessi di pochi.
Ovvero di coloro che, da sempre, si ritengono i padroni indiscussi
di questo Partito.

Io, d'altro canto, essendo nuova, ero completamente ignara delle
pericolose dinamiche interne in atto, nonché di quali fossero gli
organi di riferimento di una struttura che ancora non conoscevo.
Quello che mi era dato sapere era che l'unica sezione funzionante,
l'unica sezione che davvero rappresentava l'Italia dei Valori in
regione, era quella di Pordenone. Perché da lì, il Partito era nato.
Tutto il resto non contava, tutti gli altri erano degli intrusi o
degli incapaci: il Coordinatore regionale in primis.
Sta di fatto che, in oltre un anno di tempo, a parte una convocazione
indetta proprio dal Coordinatore regionale, a Pordenone sono completamente
mancate le riunioni tra i membri attivi operanti sul territorio.
Riunioni che erano indispensabili per creare e gestire un lavoro di
squadra, nonché per impostare un efficace sistema di comunicazione
interna, che consentisse il flusso delle informazioni, in particolare
di quelle provenienti da Roma e da Trieste.
In compenso, non sono mancate diffamazioni che oggi posso definire
di basso livello, mirate unicamente a disorientare e ad oscurare le
lacune esistenti in ambito di gestione provinciale.
Questo tipo di atteggiamento, oltre ad intralciare i lavori, ha impedito
a molti - compresa la sottoscritta – di poter valutare cose e persone
sulla base di dati di fatto oggettivi quando, invece, i membri di un Partito,
che tra l'altro si batte per la trasparenza, avrebbero il diritto di avere
informazioni di prima mano.
A tutto ciò, va aggiunto che, pur essendo io uno dei tre Consiglieri
comunali eletti in provincia di Pordenone, fino ad oggi, non sono mai
stata convocata a nessun Consiglio direttivo.

Dopo le recenti elezioni regionali, speravo che le cose potessero
migliorare. Ma così non è stato.
E a Pordenone è proseguito un lungo silenzio, durante il quale non è
mai stato fatto alcun punto della situazione.
A voler dirla tutta, però, le cose sono anche migliorate.
Ma soltanto per alcuni, ossia per coloro che hanno raggiunto
le sedie che contano. E che pagano.
E che, pur essendo in debito con il Partito, sembra non debbano rispondere
a nessuno di ciò che fanno ma, soprattutto, di ciò che non fanno.
Io invece credo che chiunque, all'interno di un Partito, dovrebbe poter
essere controllabile e valutabile, sia in termini di quantità che di
qualità del lavoro svolto. A maggior ragione, nel caso in cui goda di
benefit e di retribuzioni mensili che - consentitemi di dirlo -
sono da urlo.
I Consiglieri che oggi si trovano “ai piani alti” sono tenuti a servire
il Partito, rapportandosi con i membri attivi, elaborando strategie
condivise e mettendo a disposizione i nuovi mezzi acquisiti, a partire
dal versamento del 20% delle retribuzioni percepite, in un'ottica di
crescita e rafforzamento dell'azione del Partito nel suo complesso,
anziché di esclusiva promozione della propria immagine o delle proprie
strategie personali.
Chi conquista un seggio in Regione (o in Parlamento), infatti, deve
avere ben chiaro nella testa che quel posto è il risultato del lavoro,
delle energie, del sudore e delle risorse di molti.
E, sempre al fine di evitare una gestione personalistica del Partito,
sarebbe inoltre opportuno che le “comparse” delle personalità di spicco,
in questa regione, venissero preventivamente decise e stabilite
all'interno dei Consigli direttivi preposti, affinché queste non si
trasformino in una sorta di visite pubbliche “ad personam”.

(Chiarimenti per chi legge: mi riferivo ad una visita dell'On. Leoluca
Orlando tenutasi, nell'agosto 2008, a San Vito al Tagliamento (PN).
Maniago e Sacile - pur essendo Comuni già da tempo rappresentati sul
territorio - venivano, invece, saltati a pié pari).

Per non parlare, poi, dei criteri con cui dovrebbero essere distribuite le
varie nomine di sottogoverno o i vari incarichi di Partito, di cui tutti
gli iscritti dovrebbero essere messi a conoscenza, a onor della trasparenza
e del merito.
A onor della giustizia, invece, vorrei sottolineare quello che ritengo sia
semplicemente un errore, o se vogliamo, una “svista” del Partito.
In qualunque sistema sociale equo e democratico, infatti,
le tasse vengono pagate in proporzione al reddito. 

Credo che lo stesso dovrebbe valere anche per l'IdV. 

Non è infatti pensabile che un Consigliere comunale,
su gettoni di presenza che si aggirano attorno ai 41 euro netti
(come nel mio caso), debba anche versare il 20% dell'importo esattamente
come chi percepisce retribuzioni infinitamente superiori.
Questa, a mio avviso, è una sproporzione che va sanata, a meno che non
si voglia dissanguare oltre modo chi già lavora gratuitamente per il
Partito, rimettendoci anche di tasca propria.

Credo sia poi di una GRAVITA' INAUDITA - per il Partito della legalità
- il fatto che, a fronte di stipendi a dir poco esorbitanti, ci sia chi
si permette di privare la struttura di quei fondi indispensabili
a farla funzionare, decidendo di non versare al Partito
CIO' CHE E' del Partito. (E' successo anche questo!!!).

Volendo poi entrare nel merito della collaborazione tra Consiglieri
regionali e comunali, che non credo dovrebbe mai venir meno, faccio
presente che è dal mese di giugno che sto aspettando informazioni
dettagliate relativamente al progetto del wi-fi di cui, peraltro,
sull'onda pilota di Pordenone, anch'io sono promotrice a Maniago.
Su tale proposta, che serviva a dar luce al Partito - e di cui avevo
preventivamente appurato la validità - preciso che la sottoscritta
ha negoziato la propria candidatura alle comunali di Maniago.
Recentemente, però, mi è successo di venire ripetutamente attaccata
dal Vicesindaco del mio Comune, a fronte dell'attuale, presunto
fallimento del wi-fi pordenonese.
Naturalmente, si tratta di strumentalizzazioni da parte di chi non
vuole riconoscere la bontà in sé dell'iniziativa in quanto tale.
Ma resta il fatto che gli articoli fuorvianti usciti al riguardo,
sui giornali, non sono mai stati smentiti da chi di dovere.
E l'unica risposta che - ad oggi - sono riuscita ad ottenere in
merito dal diretto interessato è stato un generico invito a
rivolgermi all'assemblea degli eletti, perché, come mi è stato
detto: “non sta scritto da nessuna parte che un Consigliere
regionale debba rispondere o relazionarsi con un Consigliere comunale”.

E visto che il diretto interessato (mi riferivo evidentemente ad 
Alessandro Corazza, presente in sala) non sta rispondendo neppure
di una questione che lo riguarda in prima persona - ma da cui,
allo stesso tempo, dipendono anche altri esponenti di Partito
(che ci mettono la faccia!) - mi chiedo SE e COME questo nostro
rappresentante intenda affrontare le altre problematiche delle
realtà locali, come per esempio quella relativa all'escavazione
del Monte San Lorenzo, peraltro inserita nel programma regionale
dell'IdV, e rispetto alla quale è in atto un ricorso al Tar contro
l'amministrazione regionale.

Dopo aver elencato tutta una serie di fatti che evidenziano gravi
disfunzioni all'interno del Partito, voglio concludere con una
riflessione che si interroga su un problema molto serio che l'IdV
dovrà saper affrontare: quello del radicamento sul territorio che,
necessariamente, passa attraverso il ruolo del Consigliere comunale.
Un ruolo - questo - come ho già detto, poco remunerato e molto impegnativo,
da cui però nasce veramente un Partito.
Ecco, io penso che se l'IdV vorrà davvero crescere in Friuli,
è proprio sulla rappresentanza all'interno delle amministrazioni
locali che dovrà puntare.
Ma per fare questo, in futuro, il Partito dovrà quanto meno
garantire tre cose:

- ASSISTENZA,
- FONDI
- e RISPETTO DI REGOLE CERTE DA PARTE DI TUTTI.

In caso contrario, a fronte degli innumerevoli sacrifici e
delle difficoltà che qui soltanto in parte ho descritto,
credo proprio che non saranno in molti, quelli disposti
a dare "così tanto" per "così poco".

Mettendoci, oltre tutto, anche la faccia.

S.O.S. Italia dei Valori – UPDATE

COMUNICO DI AVERE MOMENTANEAMENTE – E SOLO MOMENTANEAMENTE – SOSPESO LA PUBBLICAZIONE DELLA MIA DOCUMENTAZIONE.

DOCUMENTAZIONE – Allegato 01: “Urgono risposte e soluzioni…”

Dopo oltre un anno di intenso (e solitario!) lavoro in qualità di Consigliere comunale di opposizione (in posizione autonoma!), iniziavo a rivolgere precise richieste di aiuto e di collaborazione interna.
Di seguito il testo della email inviata, in data 24 giugno 2008, al Coordinatore regionale FVG Paolo Bassi, all’allora Coordinatore provinciale Vincenzo Colacino, al Consigliere regionale Alessandro Corazza, al Consigliere regionale Enio Agnola e, per conoscenza, all’on. Ivan Rota ed alla segretaria del Presidente Antonio Di Pietro.


Da: Francesca Tomasini
Inviato: martedì 24 giugno 2008 23.56
Oggetto: Urgono risposte e soluzioni...
Con questo scritto, per la prima volta, ritengo giusto e ormai inevitabile sottoporre
all'attenzione di coloro a cui mi rivolgo quella che è la situazione in cui mi trovo
da oltre un anno, come Consigliere dell'Italia dei Valori nel Comune di Maniago (PN).
Per farvi solo un esempio di cosa significhi essere un Consigliere comunale di
opposizione in posizione AUTONOMA - quale io sono - sappiate che, con solo 5 giorni
di preavviso, il 30 di giugno dovrò espormi sulle seguenti questioni:
1) il porta a porta (attraverso un'interrogazione che ho presentato io stessa rispetto
ad un tema che si sta facendo sempre più "caldo" a Maniago);
2) un odg relativo ad un'altra questione "calda" maniaghese (Cementificio Zillo -
Cava Monte San Lorenzo);
3) assestamento di bilancio previsione 2008/2010 + relazione triennale e
programmatica dei lavori pubblici 2008/2010 ed elenco annuale 2008 – D.I.E;
4) una mozione di censura circa la linea di comportamento tenuta da un membro
dell'attuale maggioranza maniaghese nelle sedi istituzionali.
Oltre a dovermi guardare per l'ennesima volta - da sola ed in fretta - tutte le
voci di bilancio, dovrò anche entrare nel merito delle relative applicazioni,
proponendo in Consiglio lo stanziamento di fondi per la questione rifiuti e
per il progetto del wifi, argomento rispetto al quale sto ancora attendendo
risposte dal Consigliere regionale Corazza (allego sotto la richiesta fattagli
via mail 2 giorni fa e a cui non ho ancora ottenuto risposta, nonostante gli
avessi già evidenziato l'urgenza giorni addietro).
La mia situazione si fa sempre più insostenibile perché non ho supporto alcuno.
Dopo aver sacrificato un intero anno lavorativo per situazioni analoghe a
quella che mi si prospetta per l'ennesima volta e di cui - con questa mail -
ho voluto definitivamente rendere partecipe il Partito, attendo ora una presa
di coscienza di quello che è il peso che grava sulle mie spalle.
A voi tutti chiedo quindi di mettervi nei miei panni, pensando ad una soluzione
che tuteli il mio impegno e, quindi, gli interessi di quello che dovrebbe
essere un Partito.
Esiste la possibilità di avere qualche strumento in più? Esiste qualcuno
all'interno del Partito a cui chiedere - per esempio - come valutare un
bilancio? Sulle questioni ambientali e urbanistiche - grazie al Cielo - ho
trovato un'anima pia all'interno del Partito che, oltre ad avere ottime
competenze, da sempre mia ha dato un grandissimo aiuto. Mi riferisco
all'ingegnere Sara Sanviti.
Il Partito si è rafforzato, si è ingrandito, QUALCUNO NE HA GIÀ TRATTO DEI
VANTAGGI NOTEVOLI: io sto ancora aspettando un minimo sostegno, dopo oltre
due mesi dalle elezioni Regionali.
Attendo risposte di tipo professionale.
La polemica non mi interessa. Dato che non ho neppure il tempo per farla.
GRAZIE.
Francesca Tomasini
(Consigliere comunale di opposizione - in posizione AUTONOMA -
nel Comune di Maniago)
---------- Messaggio inoltrato -------------------------------------
From: Francesca Tomasini
To: Alessandro Corazza
Date: Sun, 22 Jun 2008 21:45:07
Subject: Informazioni sul wifi
Come già anticipato durante la riunione tenutasi giovedì scorso a Pordenone,
ti chiedo di mettermi al corrente circa gli ultimi sviluppi/problemi relativi
al progetto pordenonese del wifi. Nel prossimo Consiglio comunale di
Maniago (che cadrà entro la fine di giugno) verranno infatti discusse le
applicazioni del notevole avanzo di bilancio emerso (1.600.000 euro): una
delle mie proposte in merito, sarà appunto lo stanziamento di parte dei fondi
disponibili per la realizzazione del wifi (progetto che, a suo tempo, anch'io
 ho proposto a Maniago sull'onda pilota di Pordenone).
Temo - anzi sono certa - che l'Assessore Fiorot (Vicesindaco Forza Italia
di Maniago) coglierà nuovamente l'occasione per screditare tale progetto,
ricollegandosi al clamoroso "fallimento pordenonese", come lui lo ha definito
nel corso dell'ultimo Consiglio comunale.
Ho bisogno quindi di informazioni adeguatamente dettagliate al riguardo,
dato che l'Assessore Fiorot era entrato nel merito della questione paventando
non solo problemi di natura finanziaria (spreco denaro pubblico), ma anche
di natura tecnica.
Francesca

OGGI PUBBLICO IL PRIMO SCRITTO DELLA MIA DOCUMENTAZIONE

Sono entrata in un partito perché, oltre a identificarmi in determinati principi, ero convinta che da sola – cioè senza una struttura alle spalle – sarebbe stato tutto molto più difficile, diciamo pure impossibile. Come, in effetti, è.
Poi, ho scoperto che per far morire qualcuno in politica non serve molto: basta l’isolamento. Tanto che, ad un certo punto, a uno non restano che due possibilità: ADEGUARSI oppure ANDARSENE.
Nel mio piccolo, ho resistito finché ho potuto ed anche di più. Ma, francamente, non si può accettare di venire sfruttati, ostacolati e lasciati soli nel proprio impegno, mentre le istanze che raccogli non vengono né ascoltate né discusse nelle dovute sedi istituzionali, alla faccia tua, del programma di partito e dei cittadini che rappresenti.

I partiti sono dei contenitori indispensabili. Ma i partiti (tutti!), oltre a selezionare i migliori elementi, usando come primo criterio quello dell’onestà intellettuale, dovrebbero incominciare ad essere organicamente utili per servire davvero a qualcosa, venendo peraltro gestiti in modo trasparente e democratico. I partiti si devono occupare di sostenere, nel senso più ampio del termine, l’azione politica di chi, all’interno delle istituzioni, soprattutto a livello comunale, è tenuto a rappresentare il cittadino (sottolineo la dimensione comunale in quanto, a fronte dell’esperienza vissuta, so quanto lì il lavoro sia oltre modo impegnativo e di grande responsabilità). Tutto questo, affinché l’attività di ascolto e di rappresentanza possa esplicarsi in modo onesto, oltre che qualitativamente valido, NON già mediante una semplice alzata di mano a favore o contro questioni di cui, molto spesso, si ignora la portata e, magari, anche la gravità.

E’ proprio a partire dallà realtà del Consiglio comunale che si deve incominciare a ripensare e reimpostare tutta la politica italiana.

Dopo questa breve premessa, inizio a pubblicare la documentazione che ricostruisce la mia storia di Consigliere comunale di opposizione (in posizione autonoma) per l’Italia dei Valori, nel Comune di Maniago. Lo scritto postato di seguito è stato inviato dalla sottoscritta, in data 8 giugno 2008, al Coordinatore regionale IdV del Friuli, Paolo Bassi, oltre che ad un militante udinese. Si intitola:

“TROPPO SILENZIO IN PROVINCIA DI PORDENONE”
Dopo un anno di duro lavoro, di impegno e di osservazione delle dinamiche
interne di questo Partito, per la prima volta, mi sento finalmente nelle
condizioni (e nel pieno diritto) di fare delle riflessioni di ampio respiro.
Dichiaro di non essere schierata con nessuna delle pericolose fazioni interne
al Partito e di voler uscire da una condizione di isolamento nella quale
paradossalmente mi trovo, nonché di essere aperta a conoscere tutte le altre
realtà e a rapportarmi con esse.
Non so spiegarmi come mai, a distanza di quasi 2 mesi dalle elezioni
Regionali, a Pordenone non sia stata ancora convocata una riunione ufficiale
per analizzare la situazione nel suo complesso. Mi riferisco in primis alla
valutazione dettagliata di ogni singolo contesto territoriale della Provincia
(in particolare dell'aumento percentuale dei voti in quei Comuni in cui sono
presenti Consiglieri e/o Assessori che lavorano sul territorio, come la
sottoscritta). Ma mi riferisco anche a quell'importante lavoro di squadra
che, soprattutto chi si trova oggi ad occupare posti di rilievo, dovrebbe
sapere e volere gestire, coinvolgendo direttamente gli altri membri attivi
del Partito.
Ritengo ancor più grave il fatto di non essere la sola, in provincia di
Pordenone, a non aver più avuto la benché minima informazione
relativamente a ciò che sta accadendo recentemente all'interno del Partito.
Ora che l'Italia dei Valori si sta ingrandendo, sarà bene fare tesoro delle
esperienze passate, soprattutto di quelle negative.
Per evitare il clima di polemica e le situazioni di scoordinamento che
fino ad oggi si sono verificate urge, a maggior ragione, una ridefinizione
dello Statuto Regionale.
Tale Statuto servirà infatti a tutelare l'impegno di tutti i componenti
di quella che, necessariamente, dovrà diventare un'organizzazione che
funziona in modo efficace ed efficiente, garantendo - sulla base di regole
certe - trasparenza, comunicazione interna, metodo di lavoro e quindi
snellezza operativa all'interno del Partito stesso. Affinché le energie di ognuno
vengano spese per superare i problemi esistenti e conseguire quegli obiettivi
che contraddistinguono l'IdV dagli altri gruppi politici. Allego, a tal fine,
alcuni punti su cui ritengo sarà indispensabile riflettere al più presto.
Cordiali saluti.
Francesca Tomasini (Consigliere comunale di Maniago), unitamente ai componenti del
gruppo di Maniago.

Regole IDV.pdf

Punti su cui riflettere:
* Nuovi iscritti. Ai nuovi iscritti, oltre alla tessera, sarà opportuno consegnare
alla mano lo Statuto Regionale, in segno (anche simbolico) di una fondamentale
consapevolezza: acquisire la tessera IdV corrisponde al rispetto rigoroso, da parte
di tutti, di determinate regole e quindi di determinati ruoli.

* Regole sulle future candidature. Rispetto indiscusso dei tempi di iscrizione
preventiva all'interno del Partito a TUTELA del Partito stesso e di chi, sia come
iscritto/militante sia come rappresentante nei Comuni, fa parte o lavora da tempo
per l'IdV garantendo non solo un apporto di preferenze personali ma, soprattutto,
un generale incremento di voti “fidelizzati”.
Esiste infatti una differenza sostanziale tra chi si candida all'ultimo momento
portando esclusivamente preferenze personali (che non consolidano e non arricchiscono
di fatto il bacino di votanti del Partito!) e chi si candida dopo un impegno durato
nel tempo (tanto più se radicato nel territorio, nelle varie espressioni possibili).
Lo scopo di garantire al Partito una sorta di “fidelizzazione” del proprio bacino di
votanti, puntando ad incrementare e consolidare consensi reali e non semplicemente
preferenze personali, dev'essere infatti il criterio primo, nella selezione dei
candidati alle prossime elezioni.
E' giusto infatti che il Partito punti ad ingrandirsi cercando il più possibile di
mantenere inalterata o di migliorare la propria qualità interna e i propri valori,
combattendo anche in questo modo l'imperante clientelismo della vecchia politica.

* Percorso dei candidati. Laddove si presentino elezioni amministrative COMUNALI ed
esista, nel territorio comunale di riferimento, un militante spendibile è opportuno
che, da parte dello stesso, vi sia la disponibilità a candidarsi. E' giusto infatti
sostenere il Partito anche facendo esperienza sul territorio, attraverso una conoscenza
di quelle che sono le problematiche locali, e non semplicemente offrendosi di fronte
alle candidature “appetibili” (vedi regionali o nazionali), saltando l'impegnativa tappa
delle comunali laddove, naturalmente, questa esigenza si crei.

* Rispetto del lavoro degli eletti che si spendono sul territorio percependo risarcimenti
irrisori a fronte di un'attività, in proporzione, non certo meno intensa di quella di
coloro che si trovano nella più fortunata condizione di percepire risarcimenti
notevolmente superiori.
Tale rispetto deve concretizzarsi in termini di sostegno ed agevolazioni di tipo anche
economico, nonché di maggiori strumenti a disposizione di chi lavora nei Comuni (es.
abbonamento ai quotidiani locali per i Consiglieri, fondi per incontri pubblici e
iniziative di vario genere, ecc.).
Chi si impegna all'interno delle realtà comunali, per poter svolgere adeguatamente la
funzione di amministratore pubblico (a meno che non rivesta il ruolo di Assessore), si
ritrova infatti a dover impiegare non solo tempo ed energie propri, ma anche direttamente
risorse economiche, magari sopportando l'ulteriore rischio - come è avvenuto nel recente
passato - di essere sorpassato all'ultimo momento da candidati ignoti (e possibili
infiltrati-riciclati) in grado di garantire esclusivamente preferenze personali.
Questa prassi, accettata a livello nazionale in condizioni di “sopravvivenza”, al fine di
sventare possibili sbarramenti elettorali, dovrà essere ricordata esclusivamente come rara
eccezione che conferma la regola. E non più come possibilità effettiva a cui ricorrere.
Rispetto significa, infatti, anche RICORDARSI del lavoro gratuito di chi si è speso per il
Partito a lungo ed in tempi non sospetti, ovvero molto prima dell'allettante prospettiva
delle “appetibili” candidature.

* Rispetto dell'impegno di chi lavora “dietro le quinte”. L'IdV è cresciuta e continuerà
a crescere grazie al lavoro gravato sulle spalle di tanti. I meno “fortunati”, ovvero
quelli che pur dando un prezioso contributo (anche per esempio in termini di consulenze
interne) non riescono o non vogliono imporsi in termini di voti, dovranno essere
adeguatamente ripagati dei loro sforzi, in proporzione a quelle che sono le risorse di
cui il Partito dispone.
Tutto questo affinché non si ingenerino pericolose situazioni di insoddisfazione, di
frustrazione e di ingiusto sfruttamento. Va infatti rispettato il lavoro di TUTTI.

* No alla “calata degli avvoltoi”. Il raggiungimento dei posti che contano, in questo
Partito, non può e non deve diventare l' “albero della Cuccagna”. Chi conquista un seggio
in Regione o in Parlamento deve infatti avere ben chiaro nella testa che quel posto è il
risultato del lavoro, delle energie e delle risorse di molti. Quegli stessi con cui dovrà
continuare a dialogare e a rapportarsi, in un continuo lavoro di squadra, elaborando
strategie condivise e mettendo a disposizione del Partito i nuovi mezzi acquisiti, in
un'ottica di crescita e rafforzamento dell'azione del Partito nel suo complesso, anziché
di esclusiva promozione della propria immagine o della propria strategia personale.

* Lavoro propedeutico alle nuove elezioni. L'improvvisazione è stata l'unica
“regola certa” nella preparazione alle recenti elezioni regionali, quando invece sarebbe
stato indispensabile creare per tempo (anche un anno prima) una sorta di gruppo di
lavoro/comitato in grado di gestire e strutturare una strategia efficace.

* L'informazione è potere. I “frammenti di verità” non servono a nessuno o, forse,
soltanto a qualcuno. Tutti devono poter controllare il flusso delle informazioni che
riguardano il Partito, sia a livello di comunicazione verticale (dai vertici alle basi
e viceversa) che orizzontale, attraverso un sistema efficace e che coinvolga ognuno.
Troppo spesso, personalmente, mi è stato chiesto di FIDARMI.

* Chiunque assuma un ruolo pubblico dovrà rendere conto al Partito (e quindi a tutti)
dell'attività svolta nelle istituzioni.

* Gestione interna risorse economiche. Tutti i tesserati dovranno essere messi a
conoscenza di quanti soldi ha a disposizione il Partito e di come questi verranno spesi.

NEL FRATTEMPO, A MANIAGO E DINTORNI, UN GRAVE PERICOLO PER LA SALUTE DI NOI TUTTI: Maniaghesi svegliaaaaaaaaaaa!!!!!


NOCDR-24NOV09


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